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Lo Stick ® ha fatto il suo "debutto in società" grazie ad un bassista che è nel cuore di molti di noi: Tony Levin. Con lui il "magico bastone" è stato visto dal vivo con King Crimson, Yes, Peter Gabriel, Ivano Fossati, ed è stato sentito (anche se irriconoscibile dal basso) sui CD di questi gruppi e su qualcuno dei CD degli Steps Ahead.
Il fatto che Tony Levin (ma anche altri come Alphonso Johnson), lo abbia portato fuori dalle mura della Stick ® Ent. e lo abbia utilizzato secondo il proprio ruolo di bassista, ha contribuito ad alimentare col tempo la leggenda che lo Stick® sia uno "speciale basso elettronico" - La Repubblica - , "un particolare basso" - L'Espresso - , insomma appartenente alla famiglia dei bassi. Mi sembra una volta di aver notato che sui CD dei KC, dove sono indicati i nomi dei musicisti e i loro relativi strumenti, ci sia scritto Tony Levin: Stick®, Bass.
La conseguenza di ciò è che la maggior parte dei musicisti che si sono avvicinati allo Stick ® sono bassisti, e che il ruolo con cui viene spesso interpretato in un gruppo, sia da chi lo suona, che dagli altri componenti della band, è proprio quello del basso, soprattutto in Italia (Bob Callero, Stefano Cerri, Cesare Chiodo, Enzo Pietropaoli. l'unico chitarrista è Dodi Battaglia, ma credo lo abbia venduto o lo abbia appeso tra la sua collezione).
Soltanto ora, dopo 25 anni, lo Stick ® , grazie ad un costante lavoro di alfabetizzazione più sotterraneo da parte di Stickisti meno conosciuti a livello mondiale, sta cominciando ad essere interpretato in modo più vicino a come è stato concepito. In Italia, il duo di Stick ® SplendoRe (Virginia Splendore e Roberto Fiorucci) da poco diventato trio (Andrea Moneta) è l'unico gruppo (non so di altri italiani che lo utilizzano così) che vede lo strumento da protagonista in composizioni originali e per arrangiare cover.
In Inghilterra, Nick Beggs, ex bassista dei Kajagoogoo lo ha usato per molti anni solo come un basso, ma ora in tourneè con John Paul Jones, lo suona in modo più completo rispetto alle possibilità dello strumento. Carrie Melbourne, inglese, bassista di Tricky, è una delle poche donne che ha iniziato a esplorare le varie possibilità dello Stick ®. Persino Tony Levin, in "Macramè" di Ivano Fossati, ha cominciato a spaziare (sebbene avesse già timidamente usato la parte degli alti sia con gli Yes che con gli Steps Ahead) sulla versatilità dello strumento, usandolo come un violoncello (con il pedale volume), e in una intervista ha ammesso di averne ristretto l'utilizzo per molti anni, un po' per pigrizia, un po' perché la funzione a lui richiesta nei vari gruppi era quella di bassista.
Due tra i più quotati stickisti americani, Jim Lampi e Greg Howard provengono dal sassofono e suonano lo Stick® componendo brani, improvvisando, utilizzandolo comunque in tutta la sua estensione (circa 6 ottave) sia in gruppo che come solisti. Ma non sono famosi al di fuori della famiglia degli stickisti. La lista degli stickisti meno conosciuti non termina qui, ma sarebbe troppo lunga elencarla tutta.
Una buona parte si può trovare nella sezione links.
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