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Scritto da Virginia Splendore
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Jim LampiDue parole su Jim Lampi:Io non finirò mai di ripeterlo: Jim Lampi è, a mio parere, il miglior stickista esistente. Io l'ho incontrato la prima volta nell'85, al SIM a Milano, quando dimostrava per la Stick Ent. Allo stand di quello che allora era l'importatore italiano. A quel tempo viveva a Parigi e suonava lo Stick già da 9 anni e ne era il dimostratore europeo.
Jim è americano, di Los Angeles, e i suoi compagni d'infanzia erano Michael Hedges, Michael Manring e Tuck Andress, da quest'ultimo imparò le basi del tapping. Quando la casa discografica Whindamhill di William Ackerman apriva i battenti a questi artisti, Jim, aveva da poco lasciato l'America per Parigi.
Credo di essere stata molto fortunata ad incontrarlo al SIM, perchè grazie al suo modo di suonare lo Stick, ho avuto l'imprinting giusto per approcciare io stessa allo strumento, che comprai in quella sede, quell'anno. Grazie a lui, non ho mai pensato che lo Stick fosse solo un particolare tipo di basso, ma uno strumento polifonico. Jim a quella dimostrazione suonava brani di sua composizione così lirici, che mi lasciarono completamente affascinata e suonò anche la sua versione di Birdland, di cui conservo gelosamente un paio di registrazioni: una dell'87 che mi spedì in una cassetta ed un'altra del '91 che registrai ad un concerto finale di un seminario di Stick.
Vederlo suonare è per me una grande emozione, tutte le volte. Ha una agilità e una ritmica impressionanti nelle mani, senza mai cadere nel virtuosismo fine a sé stesso e anzi, mantenendo una espressività musicale molto solida. Ha un tocco preciso e fulmineo, cristallino.
La neo stickista Daniela Dibitonto, altrimenti detta Cigno, redattrice di Megabass, lo ha incontrato e intervistato per noi.
Intervista a Jim Lampi
Un lunedì pomeriggio (freddissimo!) di gennaio, mentre mi affatico sul computer del mio ufficio, squilla il mio telefonino. Rispondo con grande difficoltà, diteggiando sulla tastiera, ingollando caffè, bofonchiando. Una voce pacata dall'altra parte, mi dice "Hi, this is Jim Lampi…". Dopo tre minuti ho in agenda tra due ore un appuntamento con Jim Lampi per un'intervista.
Il DE Megabass ed io incontriamo Jim Lampi nella hall di un bell'albergo del centro di Milano, intorno ad un tavolino, col sottofondo di pianoforte. Jim è una persona sorridente, disponibile e ci parla a lungo della sua ispirazione allo Stick, del suo modo di comporre, della sua esperienza di poli-strumentista e del suo giro di orizzonte su svariati generi musicali: classica, jazz, rock, blues. Ci dice che adora l' Italia e il pubblico italiano sempre ben disposto ed entusiasta.
Condivide la tesi proposta del nostro DE di coordinare lo Stick, in sede live, con altri elementi di spettacolo quali coreografie, scenografie, video, al fine di avvicinare il pubblico ad uno strumento non così noto come il basso, la batteria, la chitarra, invece familiari al pubblico degli spettacoli musicali.
Jim ci dice che la cosa più importante per lui è l'amore per lo strumento, l'ispirazione. Vorrebbe felicemente constatare, un giorno, che lo Stick fosse studiato nelle scuole di musica, che i ragazzi lo scegliessero tra gli altri strumenti con maggiore familiarità, che le band includessero uno stickista nel line up molto più spesso...
In particolare, ecco quanto Jim ci ha detto in merito a…
Jim e gli strumentiAll'inizio suonavo il sassofono e svolgevo i classici esercizi per bambini. Poi da ragazzino ho cominciato con la chitarra. Ero alla ricerca di uno strumento ideale per comporre ed ho trovato lo Stick e da allora ho suonato principalmente solo quello. Di tanto in tanto suono delle parti di sassofono o di tastiera. Mi piacciono molti strumenti musicali ed uso lo Stick per dare un'interpretazione di questi strumenti. Grazie alla sua versatilità ed all'ampiezza della tastiera posso usare lo Stick per suonare molti tipi di partiture.
Jim e gli stili musicaliLo Stick ha una tastiera che comprende molte ottave e offre la qualità e la versatilità di suono tipica degli strumenti a corda. In certe situazioni pratiche, quando suono stili di musica diversi con diversi tipi di musicisti, lo Stick mi consente di trovarmi in sintonia con loro, nelle varie situazioni.
Lo stile migliore, quello in cui lo Stick da il meglio di sè, è …quello in cui lo stickista dà il meglio di sè, quello che più gli piace suonare. Tutto quello che ci metti quando suoni, ti verrà ripagato. Va anche detto che se una musica scritta per pianoforte è facile da suonare sul pianoforte, non per questo sarà facile da suonare con lo Stick. Strumenti diversi comportano tecniche diverse.
Jim e le accordatureIo suono un 12 corde, sei corde alte e sei basse, con l'accordatura standard in quinte discendenti per i bassi, partendo dal Do inferiore allo standard Mi basso, e quarte ascendenti negli alti partendo dal Do diesis inferiore al Mi della chitarra. Ho sempre usato questa accordatura. Ha un'ampiezza agevole sia negli alti che nei bassi. I bassi accordati in quinte hanno un gran "corpo" soprattutto per suonare a due mani le parti bassistiche. A vedersi, le posizioni sulle quarte e sulle quinte, hanno la stessa forma geometrica sul manico e questo, musicalmente, facilita la comprensione.
Lo Stick è uno strumento difficile?Come tutti gli strumenti lo Stick ha dei vantaggi e degli svantaggi. Per esempio il sassofono è uno strumento abbastanza semplice, ma se non hai qualcuno che ti mostra in che modo è fatto, qual' è la tecnica per soffiare nell'imboccatura, e la diteggiatura delle scale, il sassofono può sembrare uno strumento difficile. Con lo Stick alcuni pattern sembrano facili in rapporto alle tastiere. Al contrario, una partitura difficile, può essere semplificata in termini di estensione e diteggiatura, se suonata a due mani sullo Stick. È uno strumento nuovo e con pochi esempi cui fare riferimento in rapporto, ad esempio, alla chitarra. Ha la sua tecnica ma non molti metodi di studio e di ispirazione. Il fatto di essere nuovo forse favorisce maggiore originalità. Spinge chi suona a giudicarsi da solo.
Come fare per ottenere un suono pulito?Un ottimo metodo è esercitare le dita in agilità e indipendenza. Ad esempio gli esercizi dove con un dito tieni una nota mentre suoni un percorso con le altre. Guarda gli esercizi per Violino e Violoncello, quelli per rafforzare le dita avere una timbrica migliore. Spesso una buona cosa è chiudere gli occhi e ascoltarsi suonare.
Jim e il suo ultimo lavoro: Young Lions. È nato come un CD di un compositore di canzoni, piuttosto che un disco di Stick. Lo Stick era inteso come strumento per arrangiare la musica e supportare il pezzo, piuttosto che come il soggetto intorno a cui ruota il pezzo.
Come un disco in cui il compositore delle canzoni, che magari suona il piano o la chitarra, arrangia i pezzi per lo più con piano e voce o chitarra e voce, e pochi altri suoni. E poi è un disco che ho registrato per lo più da solo in un mio piccolo studio di registrazione.
Per questo, come spesso succede nel mondo del business musicale, ho avuto dei problemi con la mia vecchia etichetta, che ha cercato di impedirmi di registrarle e pubblicarle; così le ho registrate nel modo più semplice possibile, l'unico modo per farle uscire. Mi è piaciuto lavorare alle canzoni così, mi ha permesso di cantare più naturalmente. Magari in futuro ne rifaccio qualcuna con una band.
Un aneddoto sullo Stick Ce n'è uno da sempre che riguarda il fatto che lo Stick sia ufficialmente considerato uno strumento musicale
Domanda: Quanti suonatori di Stick ci vogliono per avvitare una lampadina? Risposta: Cos'è uno Stick?
(Quanto più suonerai davanti ad un pubblico, tanto più capirai questa freddura)
Jim e VirnaQuello che mi piace delle composizioni di Virna è che lei sembra aver trovato la sua voce con lo Stick. Non ha seguito la moda. Non ha paura di essere emozionale, romantica, melodica. Lei e Fuci (R. Fiorucci, in duo con Virna Splendore nella band SplendoRe, ndt) lavorano molto bene insieme. Lo Stick ha molta forza quando i due lavorano insieme come un unico, solido suono come quello sul CD Guilty.
Jim e i progettiAl momento stò lavorando su un altro album da solista per la maggior parte strumentale Riflette un po' più ciò che ho composto di strumentale per un buon periodo. E poi spero di venire presto in Italia!
…. E infatti Jim Lampi sarà con noi durante il Seminario di Stick che si terrà a Milano dal 28 al 31 Marzo, sarà insegnante per delle lezioni individuali e parteciperà ai concerti serali insieme a Greg Howard, Bob Culbertson e l'ospite d'onore Tony Levin.
Grazie mille Jim, a presto!
Daniela
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