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AMPLIFICARE LO STICKSECONDA PARTEFin qui abbiamo presentato alcune possibilità per la più elementare necessità di ascoltare lo Stick amplificato, ma la semplicità delle soluzioni proposte rende chiaro che si tratta di espedienti orientati principalmente all'attività didattica e alla esercitazione casalinga. Per una vera attività concertistica, o per l'utilizzo in un gruppo al pieno delle possibilità espressive, occorre saper orientarsi tra macchine più sofisticate e costose: serve poter gestire il suono dello strumento insieme ad eventuali effetti, esaltando la componente timbrica più idonea al proprio lessico musicale.
AMPLIFICAZIONEIniziamo a distinguere i diversi utilizzi dello Stick: probabilmente il numero di possibilità di utilizzo diverse equivale al numero dei possessori di Stick, perché ogni Stickista adopera tutto quanto lo strumento mette a disposizione in modi e maniere differenti per costruire un proprio vocabolario personale. Nella schematizzazione che suggeriamo, tuttavia, crediamo possano trovare posto tutte le variabili personali, magari nell'incrocio tra diversi utilizzi.
Semplificando ai massimi termini, identifichiamo quattro possibili tipologie di utilizzo:
- come una sorta di basso elettrico particolarmente sofisticato, prevalemente sul registro grave, dove viene riservato al registro acuto un ruolo accessorio, pur sempre nel dominio di un'esecuzione in cui la ritmica è l'elemento fondamentale;
- come chitarra elettrica nel rock, votata agli assoli nel registro più acuto, anche con l'utilizzo della distorsione, dove al registro più grave è riservata l'incursione temporanea (oppure la sostituzione del bassista durante le assenze di questo);
- quasi chitarra jazz: su un versante più acustico, con parti soliste suonate sul gruppo di corde acuti e arricchite dal supporto armonico eseguito sul gruppo di corde gravi, oppure parti ritmiche con progressioni di accordi sul gruppo di corde acute sostenute dall'accompagnamento sul registro del basso;
- in forma solista, o in piccole formazioni, come uno strumento acustico unico e singolo, senza una netta separazione tra le parti eseguite sui due gruppi di corde quanto piuttosto con il completamento di armonia, melodia o contrappunto facilitato proprio dalla disposizione delle corde e dai diversi intervalli delle due mute.
Nell'esempio 1......la strada più immediata è quella di utilizzare un amplificatore da basso. Bisogna scegliere un modello che risulti in grado di riprodurre anche il do grave (sebbene quella nota in particolare, negli Stick standard, È della corda piu' bassa a vuoto e quindi nella tecnica tapping, difficilmente utilizzata), quindi qualcosa di professionale per l'utilizzo del basso a 5 corde potrà essere considerato il punto di partenza. Per la presenza delle corde acute anche sulla sezione dei bassi è probabile che vorremo preferire amplificatori dotati di altoparlanti separati per frequenze gravi e frequenze acute (per esempio, il driver a tromba posto tra i woofer nelle casse SWR o Warwick) piuttosto che il singolo altoparlante (magari da 18 pollici) che non offre una risposta molto estesa verso l'alto. Nella catena di effetti vorremo inserire probabilmente un compressore per ridurre le differenze di tocco più evidenti prodotte involontariamente, o per alterare il suono fino a renderlo "keyboard-like" alla Tony Levin, nonchè l'immancabile multieffetto per ogni altra aggiunta creativa. Fate attenzione alla qualità degli apparecchi che scegliete: lo Stick ha una estensione che manda in crisi facilmente tanto l'hardware per chitarra (che solitamente non è in grado di scendere tanto in basso nella risposta in frequenza), quanto l'hardware per basso (che a frequenze molto acute non è solito venir utilizzato).
Certi equalizzatori dedicati al basso elettrico, poi, forniscono risultati poco congruenti se applicati anche solo alla "metà" basso dello Stick: mentre tutte le note fondamentali del basso elettrico si ritrovano comprese in un interno compreso in poco più di 2 ottave, lo Stick ne copre addirittura 5, e con un timbro che ha solo una lontana parentela con quello del basso (diversi rapporti tra misura del diapason, tensione e diametro della corda). Non date mai per scontato, in sostanza, che il migliore amplificatore da basso sia anche il migliore amplificatore della parte "basso" dello Stick. È quindi imperativo, per un acquisto che non lasci spazio al pentimento, ascoltare con attenzione l'intervento di ogni filtro dell'equalizzatore a prescindere dalla forma tattile con cui questo si presenta sul pannello dell'amplificatore (manopole, cursori, numeretti digitali... l'importante è "dove" agisce e "come" agisce).
Per l'interfacciamento con un impianto di amplificazione in concerti e festival di caratura internazionale, esigete una uscita bilanciata XLR dall'amplificatore, e aspettatevi che il fonico professionista voglia aggiungere al vostro segnale "elettrico" via cavo anche un bel microfono davanti ad uno dei vostri altoparlanti.
Nell'impiego di tipo 2...... come chitarra elettrica per generi elettrici ed energetici, sarà d'obbligo scegliere l'amplificatore in base al tipo di distorsione che vogliamo ottenere, e sperare che tra il nostro senso di profondità sulle note gravi e la risposta in frequenza dell'amplificatore ci sia un minimo di intesa. Per fare un esempio, se vi piace la saturazione del Fender Princeton da 20 W, dovrete limitarvi al registro acuto obbligatoriamente, dato che il piccolo valvolare ha un altoparlante assolutamente inadatto a riprodurre i 33 Hz del do grave (visto che il mi grave della chitarra ha la sua fondamentale a 165 Hz). Se l'estremo grave è parte del vostro "autografo" chitarristico, allora rassegnatevi a mettere mano al portafoglio per aggiungere i necessari speaker da 15 o da 18 pollici necessari alla "botta". La valutazione sull'estensione della risposta in frequenza dell'amplificatore interessa anche tutti gli effetti, che devono essere in grado di accettare il solito do grave semmai ci venga voglia di averlo in tutto il pieno della sua potenza.
Per l'invio del segnale al mixer di sala/palco in eventi live di livello standard superiore, la norma professionale prevede la ripresa microfonica di uno e un solo altoparlante del cabinet da chitarra, in quanto il segnale elettronico di linea risulta spesso asettico quanto una bottiglia di lisoformio.
E siamo giunti all'esempio 3...... chitarra jazz arricchita da basso, o da accompagnamento in registro medio-grave. Soprattutto lo Stick con i pickup passivi tradizionali si presta ottimamente ad essere amplificato con l'amplificatore prescelto dal chitarrista jazz, in quanto il timbro dei pickup è molto vicino a quello del pickup al ponte della diffusa Gibson ES175 con humbucker PAF. Ottimi risultati si ottengono con i Jazz Chorus, i Polytone, i valvolari "puliti" di vecchia data, come il Fender Bassman e i MusicMan di fine anni '70. Se vorrete mantenere la massima indipendenza di livelli e di suono tra la parte "solista" e la parte "accompagnamento", a patto di non esagerare con la richiesta di frequenze gravi potrete usare un secondo amplificatore identico, visto che il balance timbrico di una formazione jazz accetta forse un basso meno profondo e meno in evidenza rispetto ai generi trash e speed-metal. Se l'incursione in chiave di basso è sporadica e solo didascalica, allora val la pena di tentare con un unico amplificatore dotato di 12": si sa che nel jazz gli ingaggi son bassi, e le auto con bagagliaio capiente richiedono investimenti cospicui.
Per fornire segnale da questo nostro sistema al PA del service di qualità, negli eventi live in cui l'audio ha la giusta importanza, vale quanto già visto per l'esempio 2: microfoni di comprovata qualità davanti ad un altoparlante dell'ampli, e voilà.
In ultimo, l'esempio 4...... raffigura lo Stick come strumento solista, senza alcun ruolo predefinito nella somiglianza al basso o alla chitarra. È secondo noi il territorio più interessante, in quanto quello che rende probabilmente possibile la creazione di musica altrimenti non disponibile su altri strumenti. Per l'esigenza di utilizzare entrambe le mute in maniera complementare e contemporanea, due amplificatori separati sono piuttosto difficili da gestire, in quanto sarà difficile ottenere suoni omogenei e complementari tra loro.
Molto più saggio, in questa luce, il ricorso ad amplificatori capaci di reggere l'estremo inferiore della estensione dello Stick, i consueti 33 Hz del do grave: per fortuna, gli amplificatori di questo tipo hanno solitamente più ingressi in quanto generalmente destinati a tastiere o a strumenti acustici. In quest'ultimo caso in particolare, val la pena di provare l'ingresso per pickup piezoelettrici, che con i pickup Stick passivi offre maggiore estensione sugli acuti rispetto all'ingresso per pickup magnetici. I due canali saranno utilissimi per adottare due equalizzazioni diverse, dove con tutta probabilità apprezzete una lieve cura dimagrante nel registro grave della muta melody, perchè in presenza con le corde più grave della muta bass il timbro non si gonfi troppo, e dove al contempo forse vorrete separare timbricamente l'apporto del do e del sol gravi dall'arpeggio che eseguirete sulle restanti corde del set bass.
Il trattamento con effetti, in questo caso, deve prevedere la valutazione scrupolosa delle parti eseguite: un lungo riverbero in stile gotico non serve di sicuro a rendere più incisiva una parte suonata sui primi cinque tasti della corda più grave, pertanto occorre suddividere con attenzione i processori disponibili in modo da poter abbinare il giusto effetto alla parte da eseguire.
Per la fornitura di segnale al PA fornito dal service, o presente in luogo come dotazione del club o della sala, è preferibile in questo caso l'utilizzo delle uscite dirette a livello linea, rigorosamente bilanciate per scongiurare interferenze e ronzii: sono quelle che meglio si prestano ad un suono pulito e dettagliato, che al contrario di timbri "elettrici" non beneficia della colorazione caratteristica degli altoparlanti da chitarra.
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