RON BEGGERMAN
Ho conosciuto Ron parecchi anni fa, ad un seminario in Olanda, eravamo ambedue insegnanti ma non facemmo subito amicizia, ci sono voluti altri 3 seminari! Ron è uno di quei musicisti a tutto campo, suona di tutto e insegna di tutto, passa le sue estati a Cannes da One Man Band, suonando lo Stick nei pub sulla costa accompagnandosi con le basi che ha registrato, con la voce, e con tutto quello che riesce ad attivare con i piedi, premendo uno dei milapedali che ha davanti a sé. Marco boeri, lo ha intervistato per noi: Virginia Splendore
M.B. - Chi è Ron Baggerman oggi?
R.B. - Sono un musicista che utilizza il Chapman Stick, del quale sono anche insegnante ed importatore esclusivo per il Benelux M.B. - Cosa mi puoi dire delle tue prime esperienze musicali?
R.B. - Cominciai a 12 anni a suonare la cornetta, alla quale seguirono di lì a poco il basso, la chitarra, l’organo e il piano. Ho suonato in molte bavd, ho lavorato alla costruzione di organi alla Eminent, in Olanda, dove facevo anche il controllo di qualità. Ho anche lavorato in un negozio di strumenti musicali dove oltre a vendere gli strumenti si tenevano lezioni di musica.
M.B. - Come hai conosciuto lo Stick e cosa ha fatto si che ti conquistasse?
R.B. - Quando avevo 22 anni lessi un articolo sullo Stick in una rivista olandese e decisi subito che era lo strumento ideale per me. Siccome suonavo le tastiere ma anche strumenti a corda, notai che utilizzando la tecnica del tapping a due mani si potevano avere notevoli possibilità di orchestrazione, unitamente al feeling del tocco diretto sulle corde: “un’offerta che non potevo rifiutare”. Dopo aver suonato con Emmet Chapman (l’inventore dello Stick, ndt), il quale fu mio insegnante, nel 1988 mi invitò ad assisterlo in alcune dimostrazioni, come ad esempio alla fiera internazionale di Francoforte (Frankfurt Messe). Ho insegnato in molti seminari in Olanda, Germania, Francia, Svizzera e Spagna e recentemente persino in USA, al seminario mondiale di Stick a San Jose, in California.
M.B. - Quali pensi che siano I problemi tecnici maggiori che un principiante deve affrontare approcciando questa “bestia”?
R.B. - Per domare la bestia devi anzitutto imbracciarla (o comunque metterla su)…e poi suonarla il più possibile non è una cattiva idea J Le altre cose di cui hai bisogno con qualunque altra cosa vuoi imparare nella vita sono …la pazienza e la passione (non sono certo se in questo ordine). Ciò significa fare molti esercizi (una parola che odio J) più e più volte, senza farli suonare troppo schematici e meccanici: qualunque cosa usate per esercitarvi, provate a mettervi un po’ di “anima”. In questo modo non starete solo esercitandovi, ma vi troverete a fare musica. Un altro problema è quello di mantenere una certa disciplina (un’altra parola che odio J) e mantenere la buona abitudine di usare la diteggiatura appropriata. A mio modo di vedere la diteggiatura migliore per procedere è quella insegnata da Emmett Chapman. Lo “Stick Book” di Greg Howard, le lezioni in video di Bob Culbertson e le mie lezioni (saranno pubblicate all’inizio del 2004) (wow!, ndt) oltre a partecipare ai seminari di Stick, sono tutte cose che possono ulteriormente aiutare. In ogni caso non ci sono problemi tecnici superiori a quelli di un qualsiasi altro strumento. Invece della parola “problemi”, preferirei usare la parola “sfide”. Una persona che acquista uno Stick e vuole impararlo è per definizione un avventuroso/a, almeno musicalmente parlando. Si possono scoprire nuove tecniche e modi espressivi che non sono ancora stati del tutto esplorati, come accade invece a molti degli strumenti tradizionali.
M.B. - Cosa hai maggiormente sviluppato sullo Stick? E puoi dare alcuni suggerimenti e “trucchetti” per i principianti?
R.B. - Personalmente ho sviluppato molto la tecnica del pollice della mano destra, i giri di basso (motors) della mano sinistra e poi ho lavorato parecchio sull’interdipendenza e l’indipendenza. Tecnica del pollice: l’ho sviluppata dopo aver appreso da Emmett (Chapman, ndt) i fondamentali. Eravamo nel 1987 a Meinz, in Germania, durante una lezione privata. Controllavo ciò che stavo facendo su una tastiera, prima di suonarlo sullo Stick, e cercavo di incorporare questi riflessi in armonie e ritmi che potessero avere senso musicalmente.
I giri di basso della mano sinistra (motors). I riflessi di base scoperti da Emmet sono: 1-4-2 1-2-4 1-2-3 1-3-2
Interdipendenza: cercate di suonare con la mano destra sullo stesso tempo e sullo stesso beat della mano sinistra, poi in mezzo (nel levare, “and”) e poi in combinazioni varie dei due modi. Pensate in serie (una mano e poi l’altra) e in parallelo (entrambe le mani contemporaneamente).
M.B. - Che effetti usi maggiormente? E che mi dici del MIDI sullo Stick?
R.B. - Attualmente uso soprattutto una pedaliera Boss GT6B per la parte del basso e un’altra Boss GT6 per la parte “melody”. Alterno spesso anche un box Adrenalinn, un pedale Wah-wah cry baby (quello di Hendrix!) e un Tube Screamer. Uso anche due Korg Pandora PX4 (uno per basso e uno per chitarra ndr) se voglio viaggiare leggero. Ho 2 pickup MIDI GK” installati sul mio Stick, ma uso principalmente quello sul lato melody, abbinato a un synth Roland GR-1 che fa un ottimo lavoro… non c’è un ritardo udibile nell’attacco del suono. Sul lato del basso in futuro penso di installare un pickup GK2B, che pare aver emeno ritardo sulle corde basse (notoriamente più problematiche da gestire durante il processo di conversione “pitch-to-midi”, ndt).
M.B. - Che mi dici dei tuoi lavori discografici? Quali brani ami di più (qualche aneddoto?)
R.B. - Ho impiegato davvero un bel po’ prima di registrare il mio primo CD: ero/sono soprattutto un live-player, uno che ha bisogno dell’ambiente e della gente che ascolta per suonare con ispirazione. Facevo spesso registrazioni con percussioni o batteria, inizialmente, senza sapere cosa davvero metterci sopra. Dopo un paio di settimane che suonavo con questa traccia di percussioni e batteria finalmente mi vennero un bel po’ di idee. In quel modo il batterista/percussionista suonava più rilassato di quanto avrebbe fatto se avessi suonato contemporaneamente con lui o se gli avessi dato una traccia guida. A volte lo feci suonare con un click. Non ho preferenze particolari riguardo ai brani, alcuni mi piace molto suonarli mentre altri li “ascolto” più volentieri. Uso molte modulazioni armoniche e alcuni passaggi cromatici nei miei brani ma è buffo che l’unico brano in cui non ne uso affatto stia diventando popolare fra gli “stickisti” che imparano a suonare. Ad esempio l’ho ascoltato suonare dal canadese Jim Meyer. Il titolo del brano è “Golden Age” e si trova sul mio primo CD, “Galaxy Gypsy”. Forse mi stanno dicendo qualcosa. Così il mio prossimo album sarà in un'unica tonalità.
M.B. - Quali sono i tuoi attuali e prossimi progetti, musicalmente parlando?
R.B. - Un anno e mezzo fa Guillermo Cides iniziò organizzando un seminario di Stick in Spagna. Il primo fu fatto con me e Jim Lampi. La sera facevamo molte jam insieme e Guillermo ebbe l’idea di mettersi insieme e creare uno Stick Trio. Da allora abbiamo fatto alcune date in giro per la Spagna. Il batterista Gerard Mallorqui di Valls, in Catalogna, si unì a noi per il progetto. Stiamo cercando di portare lo Stick Trio anche in altri paesi, c’è un fantastico interplay fra noi, che pur usiamo stili molto differenti. C’è anche un’interessante miscela di nazionalità: io sono olandese, Gerard è spagnolo (oooopps, dovrei dire Catalano, scusa Gerard!), Guillermo è argentino e Jim è un americano che vive a Londra (se solo avessimo un Englishman in New York…). Un altro progetto è con 2 percussionisti: con Raymond Blahowetz (che suona con me sul CD) e Rick Burgemeestre. Come forse potete indovinare suoniamo brani orientati al Latin-Jazz, per lo più originali. Lo stickista e bassista Rob vane de Loo ha iniziato un progetto con 2 Stick e forse un basso più la batteria, lo stile musicale sarà molto energetico e con groove molto heavy di rock progressive, miscelato ad altri stili. Io sto anche pensando di fare un album Rock-blues, genere che so anche cantare. Solo io e il batterista. Riguardo alle lezioni di Stick: nel futuro più prossimo pubblicherò libri miei con il supporto online di files multimediali mp3 e mpeg. Recentemente ho anche acquistato un NS-Stick con il MIDI che userò nei miei prossimi lavori.
M.B. - Insomma, pare proprio che non avrai il tempo di annoiarti! Grazie Ron, complimenti e …in bocca al lupo per i tuoi progetti!
Marco Boeri
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