venerdė 30 luglio 2010  
 
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Steve Adelson
Scritto da Virginia Splendore   
Steve Adelson e’ uno dei veterani dello Stick, suona, insegna ed ha un gran rispetto da parte della comunita’ stickistica. Il suo stile e’ molto jazzistico, ma non disdegna altri generi musicali. Come molti stickiti e’ una persona estremamente umile e tranquilla, con un sense of humor molto sottile e sempre presente. Ecco l’intervista che gli ho fatto.
 
Adelson StickIniziamo dal principio della tua carriera: quando e come hai iniziato con lo stick?

Ho iniziato a suonare la chitarra nell'estate del 1969, l'anno del famoso "Woodstock Festival" a New York. Dopo un anno o quasi, ho iniziato a fare sul serio e a studiare jazz con un grande insegnante, Charles Didier, a Brooklyn. Lui m'ha dato un metodo di studio:  sempre alla ricerca di nuovi vocaboli ed espressioni musicali. Più tardi,  ho iniziato un percorso di esperimenti sul tapping dopo aver visto dei chitarristi che utilizzavano questa tecnica. Nel 1983  ho visto e sentito per la prima volta una presentazione di Emmett Chapman a NY ad una convention chitarristica. Se volevo proseguire con questa nuova tecnica, dovevo provare a farlo sullo strumento appropiato. Nel giro di un anno, con l'aiuto di Paul Ash e la Sam Ash Music, ho comprato il mio primo Chapman Stick. Ero ad un punto di non ritorno. Presto suonare la chitarra iniziò a far parte del mio passato. Così sono diventato uno stickista.

Ti ho sentito suonare un sacco di brani di Pat Metheny con lo stick, quale tipo di musica preferisci suonare? 

Io ho semrpe provato a suonare pezzi che mi divertiva sentire dagli artisti originali, a partire dai Led Zeppelin, i Beatles e Sting, fino ad arrivare a Wes Montgomery e Pat Metheny. Mi diverte la sfida di portare le mie idee in un pezzo e integrare più parti possibili con lo Stick. E' molto interessante tentare di scambiare le parti di chitarra con piano, basso e melodia, su di un solo strumento.Quando funziona, è semplicemente una cosa fantastica.
Pat Metheny per me è il musicista definitivo: ha mostrato il suo evidente talento chitarristico nelle registrazioni e ai concerti. Ma più importante è la sua fine abilità nell'arrangiare.  I pezzi sono melodici, tuttavia complessi e interessanti. Le orchestrazioni e il senso delle dinamiche, sono superbi. E' semplicemente una completa dichiarazione di onestà e creatività. Quando, e se, i riuscirò ad avere solo una piccola parte di feeling con queste caratteristiche nella mia interpretazione della sua musica sul mio Stick, sarò un musicista felice. Il mio repertorio contiene circa venti pezzi di Pat Metheny.  Più o meno 3 anni fa, ho avuto la fortuna di dare a Pat 15 minuti di lezione di Stick. Più tardi abbiamo jammato su qualche pezzo. Questa è una cosa che mi ricorderò per sempre.

Tu hai una nutrita collezione di Stick, quali sono il tuo legno e accordatura preferiti? Scalatura corde e pickup?

Io ho 6 Stick (per ora). Tutti sono Grand Stick a 12 corde. 3 sono in acero, 2 in purple heart e uno in padauk. Non ho preferenze di legni per suono o feeling. Dipende semplicemente dal mio umore (e dal colore della maglietta che indosso). Su tutti gli Stick adotto l'accordatura standard con scalatura light. Il mio "cobra" Stick ha solo il pickup standard (stickup), due hanno il pickup standard più un pickup Roland GK2-A MIDI, altri due hanno sempre il GK più un pickup Villex PASV-4, e l'ultimo, il Paduak ha solo il Block Attivo ACTV-2. Uso il pickup MIDI Roland per la parte degli alti e lo suono sempre nel suo processore VG88. Secondo me questo inspessisce molto il suono. 
 
Perchè hai deciso di passare dal 10 al 12 corde?

Più possibilità, più voicing. Come ho detto prima, provo a prendere il più possibile dalla musica, per integrarla simultaneamente sulla tastiera.  Qualche volta, le corde extra aiutano in questa missione. E per scrivere pezzi originali, le 12 corde sono molto versatili. E non è poi più difficile da suonare del 10 corde. 

Usi tutti gli Stick che possiedi quando suoni, oppure ne hai uno "ufficiale"?

Di solito ne suono 2 o 3. Al momento i miei preferiti sono 2, quello con il pickup MIDI e quello con il pick up passivo Villex, uno è in acero e l'altro è in purple heart.
 
Cobra StickRaccontami del tuo Cobra Stick.

Ho fatto il dimostratore in molte convention di chitarristi, specialmente nella East Cost degli Stati Uniti.
Ad un'esposizione a NY ho incontrato un liutaio chiamato Peter McGilton: guardando il mio Stick mi ha suggerito alcune modifiche estetiche per allontanarlo dall'usuale look minimalista.
Il serpente era la cosa più semplice ed economica che potessimo fare, quindi io diedi il via a Peter per iniziare: ha intagliato queste strisce di serpente blu e verdi dall'acero e le ha applicate allo Stick. Ha anche messo delle lingue di feltro per permettermi di suonare senza graffiarmi con i bordi taglienti. In alto, sulla paletta alla fine ha aggiunto una piramide e l'occhio  che attirano l'attenzione.  Sfortunatamente non suono tanto il Cobra Stick, perchè non ha l'elettronica di cui ho bisogno. Mi piacerebbe mandarlo ad Emmett per fare un upgrade.
 
Ti ricordi qual'è la prima canzone che hai imparato a suonare per intero con lo Stick?

Probabilmente la seconda parte di "Layla" di Eric Clapton. La parte di piano carina. Continuo a suonarla durante molti concerti. Amo come suona sullo Stick ed e' un brano che  infiamma il pubblico. 
 
Te hai pubblicato diversi CD... ce n'è uno che preferisci?

Anche se molti acquirenti preferiscono il mio primo CD, io sono molto orgoglioso del mio ultimo lavoro "The Answer's Inside." Ho provato a realizzare il sound di una band reale, non solo una Stick performance con una band di sottofondo. Lo Stick è presente in tutte le registrazioni, penso che si misceli unificandosi alla pasta del suono. E ho scelto diversi musicisti per ogni pezzo. E' un piacere lavorare con alcuni fra i più grandi musicisti di NY. Bryan Carrott al vibrafono, Matt Wilson alla batteria e tutti gli altri sono stati grandi nell'interpretare la mia musica. L'alchimia in studio era semplicemente magica. Dennis Moorman che ha suonato il piano è stato semplicemente spettacolare. Sfortunatamente è mancato un anno dopo questa sessione in studio. Ho sentito la sua mancanza, ma tutte le volte ascolto i suoi contributi al CD con passione e gioia.
 
In uno dei tuoi CD c'è uno special guest: Tony Levin. Come l'hai incontrato e come hai inziato a suonare con lui?

Ho conosciuto Tony durante convention e affini. Gli ho chiesto se voleva suonare su questo CD e con mio piacere, ha accettato. Lui ha arrangiato il pezzo per un trio, 2 Stick e una batteria, suonata da Jerry Marotta. Il brano, era abbozzato leggermente e l'abbiamo fatto andare nella direzione che ha voluto prendere.  E' molto interessante provare a manipolare tutte queste corde senza combinare un pasticcio! Il risultato finale è chiamato  "WoodStick Suite". E' registrato al Woodstock NY e abbiamo usato due wood Sticks, da cui il nome.

C'è qualche altro "big" della scena musicale con cui hai collaborato?

Ho suonato con Stanley Jordan, Larry Coryell e Special EFX con Chieli Minucci. Il mio prossimo CD sarà un album di duetti. Ho già assoldato, per quando potremo iniziare a lavorare al progetto, Steve Howe (Yes), Ben Lacy, e altri grandi chitarristi leggendari. Questo potrebbe prendere diverso tempo, ma il risultato sarà molto interessante.

Tu insegni lo Stick, qual'è il tuo suggerimento alle persone che si avvicinano a questo strumento per la prima volta?

Prenditi il tuo tempo. Per prima cosa giocaci sopra. Non è un intimidazione anche se sembra. Solo facendo tapping a caso può appassionarti e darti l'intuizione di cosa ne può uscire. Gradualmente inizierai a capire la tastiera. Tanto importante come il tapping di Emmett, l'accordatura eterodossa è semplicemente ingegnosa e logica. Mappa le note sul manico e notane la simmetria. Questo è ciò che permette il più facile percorso di comprensione. Può essere saggio prendere qualche lezione da un maestro/musicista esperto. Parlare con gli altri musicisti, e raccogliere più risorse possibili, da Stick CD, video, libri e informazioni online.  

Pensi che ci sia qualcosa di assolutamente importante da insegnare riguardo lo Stick?

Ancora, che l'accordatura dello Stick è logica. Permette al musicista di essere molto libero. Non so come Emmett sia arrivato a questo concetto... Fantastico!!
 
Dimmi qualcosa del libro sullo Stick che stai pubblicando.

Sarà un libro completo. Esplorerà le tecniche dello Stick, il vocabolario musicale d'armonia, melodia e ritmo e ogni applicazione sul Chapman Stick. Voglio provare ad essere più completo possibile. Sarà pubblicato e promosso attraverso la Mel Bay Publications.  Ho scritto per diverse riviste in questi ultimi 10 anni, ma questo sarà il mio primo tentativo di realizzare qualcosa in larga scala.

Hai qualche storia di Stick da raccontare? Qualcosa di divertente o strano?

Solo due aneddoti singolari.  Ero all'audizione di un "jazz" club e stavo suonando un pezzo solo. Bene, il proprietario del club venne giù dicendomi che non voleva il Karaoke. Io gli ho assicurato che stavo suonando tutte le parti senza basi o parti preregistrate. Gli ho mostrato quindi che quando le mie mani si fermavano, allora usciva la musica, e lui pensò che fosse un trucco. E' difficile cercare di prendere una data per un concerto, cercando di convincere da soli qualcuno che non crede che voi stiate suonando senza trucchi. Io ho preso le mie cose e me ne sono andato. 3 mesi più tardi, lui era fuori dal buisness.
Un'altra volta, ero indeciso se portare o meno il mio Stick sull'aereo come come bagaglio a mano, quindi ho chiesto di poter vedere un responsabile: quando arrivò e vide la mia borsa, scherzando mi chiese se stessi trasportando uno stick, intendendo un bastone della scopa o simili. Io ho detto "In effetti...", ho aperto la custodia e gli ho mostrato la paletta e lui ha esclamato "Lo Stick". Si mise a ridere e me lo lasciò portare sull'aereo.

L'ultima: conosci qualche leggenda metropolitana sullo Stick? 

Che tutti gli stickisti si radono la testa....  Ma io penso che tu, Virginia,  abbia scardinato questo mito. 
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