Il seminario di Stick romano è finito e, a parte la tensione tipica di quando si è responsabili dell'organizzazione di un evento di questo tipo, mi sono molto divertita, e ho conosciuto persone (hanno partecipato ben 6 allievi che non avevano mai visto uno Stick prima da vicino) nuove tutte in gamba .
Ringrazierei pubblicamente i ragazzi del PianoB, Giancarlo, Alessio e Simone, che si sono dati parecchio da fare per fare gli onori di casa. Hanno preparato due classi adeguate per gli Advanced e i Beginners e hanno registrato tutte le lezioni
Gli Insegnanti:
Jim Lampi rimane sempre il mio stickista icona: nonostante abbia cambiato molto il suo approccio allo strumento da quando lo conosco - circa 20 anni - (prima era più diretto verso lo strumento solista, ora suona molte meno note e canta moltissimo), lo stile che ha mi rapisce sempre allo stesso modo, come mette le mani sullo strumento è impareggiabile, e ora che ormai sono stickista anche io, riconosco molto di suo nel mio modo di suonare, pur avendo uno stile completamente diverso, e mi fa un effetto di senso di appartenenza… Jim, non mi ha realmente formata sullo stick, perchè non ho avuto modo di prendere lezioni da lui, ma quelle due tre cose che secoli fa mi ha insegnato senza insegnarmele, me le porto dietro senza rendermene conto…
Ron Baggerman è stato la conferma di una bella scoperta, cioè lo avevo gia’ conosciuto ormai 6 o 7 anni fa, e abbiamo fatto passetti di avvicinamento ogni volta, e questa occasione ci ha avvicinati di più come persone e anche come stickisti… ho imparato ad apprezzare il
suo modo “sporco” di suonare e ci piacerebbe fare qualcosa insieme…
Sabato sera rientrati a casa, ci siamo messi a suonare e dopo avermi sentita cantare la mia versione cover di Message in a Bottle dei Police mi ha incoraggiata caldamente a eseguire brani dal vivo cantando e si è portato via lo spartito di Che Sarà Che Sarà di Chico Barque, mentre io mi sono tenuta quello di Angel Eyes che e’ la canzone che ha suonato ai concerti con Frank Leurs come cantante. Ron è molto “nero” nel senso di “blues america nera”, canta come un nero, e di animo e’ molto blues…
Comunque spero che sia stato utile per tutti quelli che hanno partecipato
Vi lascio al reportage di uno degli allievi advanced, Emanuele D'Angelo, che non si è ancora reso conto di essere uno "stickista vero" anche lui!
Report da Emanuele D'Angelo:
La serata di apertura è al Tumbler, un piccolo, grazioso ed accogliente pub a S.Lorenzo, e a dare inizio alle danze sono Virginia Splendore e Roberto Fiorucci, con le loro mirabili costruzioni sonore che si caratterizzano per il delicato gioco d'interconnessione ed equilibrio tra le parti. L'affiatamento tra i due fa pensare a tratti a un solo stickista con 4 mani e 20 corde. "Ma finora - dice Virginia alla fine della loro performance - abbiamo scherzato, ora arrivano gli stickisti veri!" Immagino fosse un modo per preparare il pubblico all'impatto con Jim Lampi dal vivo, che in effetti può risultare traumatico: lui non è un uomo, è un ensemble.
Non è tanto la capacità di trarre una vastissima gamma di sonorità diverse dallo Stick solo col tocco e l'espressività (senza cambiamenti d'effetti durante il brano, per intenderci), quello che lascia allibiti è che ne usa due o tre contemporaneamente, e se non basta ci canta pure sopra! Al confronto la tecnica pur eccelsa di Ron Baggerman appare già più abbordabile.
Anche lui canta, il suo stile è più grintoso e trascinante, presenta una serie di cover di classici del rock, miscela sapientemente il suono naturale dello Stick con il MIDI, e ho apprezzato particolarmente l'uso del wha-wha su certi assoli squisitamente chitarristici. In più, su gran parte dei brani, si avvale della collaborazione di Frank Leurs, presente al seminario come allievo beginners, un cantante di gran talento, espressivo, potente e scevro da forzature d'impostazione (cosa, purtroppo, sempre più rara soprattutto tra i cantanti nostrani).
La mattina seguente siamo tutti al Piano B, lo studio di registrazione aperto da un anno circa a Garbatella, che funziona anche come scuola di musica, per cominciare le lezioni. Com'è consuetudine di questi seminari siamo divisi in due classi - beginners e advanced - e gli insegnanti si alternano tra una classe e l'altra. Trovo che l'accoppiata Lampi - Baggerman sia particolarmente ben assortita, perché i loro metodi d'insegnamento, in un certo senso, sono complementari.
Jim non ci fa quasi toccare lo strumento, ci illustra gli esercizi di riscaldamento, ci spiega la costruzione degli accordi, i pattern di basso, la metodologia da seguire nello studio, e così via.
Ron, invece, è di poche parole, tutta pratica: bassi, accordi, linee melodiche, il tempo di mostrare la diteggiatura e poi si attacca l'esercizio, tutti insieme, pedalare! Devo dire che faccio un po' di fatica a stargli appresso, ma la sequenza degli esercizi ha una solida coerenza intorno
alle basi tecniche dello strumento, apre una strada ben precisa su cui proseguire per conto proprio.
Dopo un buffet freddo a base di pane, salame e formaggi si riprende con le lezioni pomeridiane, e la stanchezza accumulata dalla notte precedente comincia a farsi sentire. Ci si scambia gli strumenti per provarli, li si sottopone agli insegnanti per controllarne il setup, alla fine Jim ci chiede di fargli sentire un pezzo a piacere, qualcuno accetta l'invito, io ci provo ma mi incarto miseramente, non credevo di essere ancora così emotivo, e vabbe', è una cosa in più che ho imparato.
Non ricordo quanti di quelli che erano presenti venerdì siano andati anche alla seconda Stick night, anch'io ero tentato di rinunciare per riposare un po', ma poi ho pensato agli stickisti - quelli veri! - che avevano fatto gli stessi orari e in più dovevano pure suonare, e mi son detto che non potevo lasciarli soli in questo frangente. Meno male che non ho ceduto alla stanchezza! Il concerto al Foolyk è ben lontano dall'essere una ripetizione del precedente, l'ambiente è più spazioso, il pubblico numeroso ma senza problemi di sovraffollamento, e stasera c'è anche Andrea Moneta, specializzato, per chi non lo sapesse, nel pilotare la batteria MIDI con lo Stick, così che il duo SplendoRe diventa trio, e ci gustiamo, oltre alla loro gloriosa She Has Two Dogs, anche la celeberrima Birdland di Zawinul. Anche Jim fa qualche variazione di programma: la sera prima aveva attaccato con una suggestiva cover di Thomas Dolby, I Scare Myself, mentre stasera conclude la sua scaletta con Constance, un pezzo di quello che personalmente preferisco tra i suoi album, Young Lions. Poi Andrea accompagna Ron in Oye Como Va, e la serata si conclude col duetto di Ron e Virginia. Il brano è "Light Blue Dark Blue" dal disco Different Things, e da come allunga l'occhio verso le mani di Virginia mi accorgo che anche Ron ha qualche difficoltà di orientamento con certe sue ritmiche asimmetriche, meno male.
Domenica mattina ancora due ore di lezione con Ron e due con Jim, foto di gruppo al parchetto dietro la scuola, e si conclude in bellezza con un lauto pranzo al Potpourri, trattoria romana gestita da egiziani. Singolare l'accostamento di prosciutto crudo, ricotta salata e falafel nell'antipasto, poi tradizionalissime carbonare e amatriciane, vino, birra, dessert... e arrivederci Roma! Non da parte mia, certo, io abito proprio lì...